Gruppo Scout Quarto d’Altino 1

Estote Parati

PEG

giglio

GRUPPO SCOUT QUARTO D’ALTINO I°

 

PROGETTO EDUCATIVO

“Il ragazzo è il vero protagonista”

Triennio di attività 2007/08-2009/10

“L’intero scopo del nostro Scoutismo è di entrare in contatto con l’animo del ragazzo nell’età in cui è più ardente di entusiasmo, e di modellarlo nella giusta forma, incoraggiandolo a sviluppare la propria personalità, in modo che egli sappi a educarsi da sé a divenire un uomo retto ed un valido cittadino per il suo paese.”

B.P. Il libro dei capi

La stesura di questo Progetto Educativo nasce dalla volontà della Comunità Capi del Quarto d’Altino di darsi delle linee guida e degli obiettivi, condivisi e ben definiti, per poter indirizzare la propria azione educativa nel triennio che parte nel corrente anno e che si concluderà nell’anno scoutistico 2009/2010.

La nostra idea di Progetto Educativo, si identifica in uno strumento di lavoro semplice, utile ed efficace che ha lo scopo di guidare la nostra Comunità Capi nel raggiungimento degli obiettivi di ampia veduta calibrati sui nostri ragazzi e sulla nostra realtà di Quarto d’Altino.

Coerenti con le nostre idee dunque, nel Settembre del 2007 abbiamo, suddivisi nelle diverse staff di branca, analizzato la realtà e i ragazzi che ci sono stati affidati questi ultimi anni. Ogni staff si è dunque cimentata in una seria analisi d’ambiente della propria realtà, e successivamente, presentata a tutta la Comunità Capi. Da queste analisi d’ambiente dunque, abbiamo cercato di cogliere l’immagine reale del nostro gruppo individuando in tre punti le principale necessità che manifestavano i nostri ragazzi:

  1. curiosità
  2. impegno
  3. passione

Con il proposito di rispondere a queste necessità ci impegneremo dunque nel valorizzare i ragazzi come veri protagonisti di questa avventura scout.

Oltre ad esplicitare una nuova e frizzante intenzionalità educativa del gruppo, questo progetto educativo ha la pretesa di chiarire la posizione e il ruolo di alcune sue componenti fondamentali quali:

  • la relazione con le famiglie dei ragazzi;
  • la comunità capi;
  • l’internazionalità scout.

Crediamo inoltre che l’opportunità di rendere i nostri ragazzi protagonisti si sviluppi essenzialmente attorno ai quattro punti fondamentali dell’educazione scout, che sono:

  • Servizio al prossimo
  • Abilità manuale
  • Salute e gioco
  • Fede e carattere

SERVIZIO AL PROSSIMO

“Le attività scout tendono in modo estremamente concreto a far uscire il ragazzo dal solco dell’egoismo” B.P.

Nell’educare al servizio al prossimo vogliamo:

  • Creare un clima di condivisione di esperienze vissute in modo da far capire che per noi il servizio coincide con la gratuità.
  • Togliere la banalità dalla parola “buona azione” e usarla come espressione sincera di aiuto e attenzione all’altro.
  • Attraverso una proposta attiva, rendere i ragazzi responsabili ed attenti alle esigenze degli altri, a partire dal nostro territorio.

ABILITA’ MANUALE

“Le attività manuali hanno del resto il loro valore in quanto mediante esse il ragazzo impara a servirsi delle dita e del cervello e ad amare il lavoro.” B.P.

Riteniamo importante l’attività manuale in quanto ci dà la possibilità di:

  • Fornire al ragazzo un’occasione per stimolare la fantasia e la creatività.
  • Trasmettere il valore dell’essenzialità e della praticità a partire da un buon e rispettoso utilizzo di ciò che si ha a disposizione (materiali, tecniche,…).

L’abilità manuale non viene trasmessa solo da noi, ma soprattutto dai ragazzi più grandi a quelli più piccoli attraverso il trapasso delle nozioni.

L’obiettivo finale a cui miriamo è quello di rendere il ragazzo autonomo, competente e capace di progettare.

SALUTE E GIOCO

“Quello che possiamo fare è insegnare al ragazzo ad essere personalmente responsabile della propria salute [...]: possiamo proporgli giochi e attività all’aperto entusiasmanti, che abbiano non solo lo scopo di divertirlo, ma anche un valore pratico nel renderlo solido, forte e sano per tutta la vita” B.P.

Riteniamo che uno stile di vita sano sia importante per viver bene:

  • Per questo motivo ci impegniamo a promuovere un corretta alimentazione e a disincentivare “cattive abitudini” (quali fumo, uso di alcol,…) al fine di sviluppare nel ragazzo il rispetto per sé e per il proprio corpo.

Vogliamo che il gioco assuma molteplici valenze:

  • Che porti il ragazzo a mettere alla prova sé stesso, scoprendo i propri limiti e le proprie abilità.
  • Che insegni al ragazzo a prendersi meno sul serio e, in tal modo, a superare le proprie insicurezze.
  • Che sia anche un’occasione stimolante per relazionarsi: saper giocare assieme implica partecipazione e competizione nel rispetto delle regole.
  • Il gioco inoltre è inteso come attività fisica da sviluppare nella scoperta e nel rispetto dell’ambiente naturale che ci circonda.

FEDE E CARATTERE

“Se è il carattere che decide della vita di un uomo, è necessario svilupparlo in quel uomo quando la sua storia è ancora agli inizi, cioè mentre è ancora un ragazzo, e di conseguenza assai recettivo”

“La religione è una vera e propria parte del carattere del ragazzo, uno sviluppo della sua anima” B.P.

Nel formare il carattere ed educare alla Fede, come testimonianza dei valori del Vangelo:

  • Intendiamo utilizzare come metodo la valorizzazione delle doti del singolo, attraverso l’ascolto e il dialogo con il ragazzo.
  • Riteniamo importante rendere consapevole il ragazzo che in ogni cosa ha “possibilità di scelta”, e vogliamo che riesca responsabilmente a scegliere.
  • L’ambiente e il metodo scout ci forniscono vari strumenti (veglia, natura,…) che possiamo utilizzare per far sentire ai ragazzi la vicinanza di Dio.
  • Vogliamo porre attenzione ai momenti particolari di vita di Fede di ognuno (sacramenti,…) affinché capiscano che tutto il gruppo partecipa alla loro catechesi.
  • Riteniamo necessaria la presenza concreta e costante degli assistenti ecclesiastici, sia nelle attività, sia nella progettazione di esse.

 

FAMIGLIA

All’interno del nostro Progetto Educativo riteniamo importante riflettere sul ruolo della famiglia, vista come primo e fondamentale luogo dell’educazione del ragazzo. Per poter svolgere al meglio il nostro ruolo di educatori scout riteniamo quindi necessario instaurare con le famiglie un rapporto di dialogo e collaborazione, quindi:

Informare

  • Condividere gli obiettivi educativi espressi nel PE per poter accompagnare assieme il ragazzo verso la propria realizzazione.

Conoscere e capire

  • Migliorare il dialogo tra capo e genitore per favorire la conoscenza reciproca ed una migliore comprensione del metodo scout.
  • Conquistare la fiducia della famiglia attraverso una gestione responsabile delle attività.

Organizzare

  • Puntare al coinvolgimento attivo della famiglia nelle nostre attività attraverso l’entusiasmo dei capi, dei ragazzi e degli altri genitori.
  • Cercare il contributo di tutti i genitori per renderli più partecipi della vita scout dei figli.

COMUNITÀ CAPI

“La Comunità Capi, custode dell’appartenenza associativa, è luogo di formazione permanente per i capi e di sintesi della proposta educativa. Cura l’attuazione del Progetto Educativo, l’unitarietà della proposta scout e il dialogo con le famiglie” Patto associativo AGESCI

Sulla base di quanto espresso nel nostro patto associativo:

  • Ci impegniamo ad essere capi testimoni di fede.
  • Ci impegniamo nell’essere loro d’esempio, affiancandoli nelle attività e stimolando la loro voglia di conoscere, per renderli capaci di esprimere la loro creatività e i loro talenti.
  • Ci impegniamo a basare la nostra azione educativa sui fondamenti del metodo dello scautismo affidandosi il meno possibile all’improvvisazione.
  • Considerando importante la formazione personale del singolo capo, ci impegniamo verso una partecipazione attiva ad eventi formativi associativi ed extra associativi quali incontri e dibattiti pubblici o meno, conferenze e meeting.

Nonostante la durata triennale di questo Progetto Educativo

  • Ci impegniamo a verificarlo al termine di ogni anno e valutarne il rispetto e l’effettiva efficacia.

INTERNAZIONALITÀ

“Il movimento scout è una fratellanza mondiale. Diventando scout ti unisci a una grande moltitudine di ragazzi appartenenti a molte nazionalità ed avrai amici in ogni continente. Ciò avrà un effetto vitale e di lunga portata in tutto il mondo per la causa della pace.” B.P.

Facendo nostre le parole del fondatore dello scautismo Lord Baden Powell  riteniamo indispensabile per la crescita delle future generazioni:

  • Trasmettere e comunicare l’importanza della dimensione internazionale dello scautismo quale parte integrante dell’essere cittadini e custodi del mondo.
  • Investire in tempo e relazioni per la creazione di una fratellanza universale, attraverso la conoscenza diretta e reciproca di persone di altra nazionalità, assicurando così un futuro di pace.
  • Continuare a fornire occasioni concrete di condivisione di esperienze a livello internazionale ai nostri ragazzi.

 

In conclusione, abbiamo ritentuto importante chiarire il nostro ruolo come gruppo (ed associazione) all’interno del territorio nel quale “giochiamo” da ormai 33 anni. L’essere riconoscibili semplicemente dalla nostra uniforme ci obbliga infatti ad interrogarci sull’immagine che diamo di noi all’esterno e sulla necessità di coordinare le nostre attività in maniera condivisa all’interno del gruppo coerentemente con i valori che lo scoutismo propone.

IL GRUPPO SCOUT

“Il gruppo è l’organismo educativo fondamentale per l’attuazione del Metodo. Esso si basa su una comunità capi che, per assicurare l’attuazione dell’intero ciclo formativo scout, tende a costituire una o più unità di ciascuna delle branche.”

Nella stesura di questo Progetto Educativo abbiamo sentito la necessità di riflettere sui criteri di azione che guidano il nostro gruppo.

  • Sempre con l’obiettivo di rendere il ragazzo protagonista, riteniamo utile e incentiviamo la partecipazione personale ad attività parrocchiali od offerte da altre realtà, che non ci vedono coinvolti come gruppo.
  • Qualsiasi decisione sulla partecipazione del gruppo (o di una singola branca) ad una qualsiasi attività sarà discussa in Co.Ca. in quanto organismo garante dell’unità d’azione del gruppo stesso.
  • Per poter valutare al meglio le diverse proposte che vengono rivolte al gruppo, la Co.Ca. prenderà in considerazione solo quelle giunte con un adeguato preavviso. A tal riguardo i referenti del gruppo nei confronti delle associazioni esterne sono i capigruppo.
  • Il nostro gruppo è parte della più grande comunità parrocchiale. Come tale partecipa ai momenti di preghiera e alla vita di comunità.

La Comunità Capi